Unicredit: Accordo sugli Esuberi – Un Primo Commento

‘’Importante e positivo” per Agostino Megale, segretario generale della Fisac-Cgil,  l’accordo raggiunto in Unicredit questa mattina, al termine di “un negoziato difficile e complesso” iniziato il 4 agosto e conclusosi oggi dopo 5 giorni di trattativa ininterrotta, “in una situazione in cui la crisi economia generale e le difficoltà del gruppo, a partire dal cambio dell’amministratore delegato, hanno pesato per tutta la trattativa”. Un risultato importante e positivo “in quanto raggiunto unitariamente a dimostrazione che la tenuta di tutto il sindacato su obiettivi chiari può ottenere un buon risultato. Il numero degli esuberi è stato ridotto da 4.700 a 3.000 nel prossimo triennio: saranno coinvolti in via prioritaria, i lavoratori che maturano nel triennio il diritto alla pensione, che potranno accedere volontariamente e con incentivi. Ma  sono previsti anche importanti e positivi risultati per i giovani. L’accordo definisce 2.100 tra stabilizzazioni e nuovi assunzioni di giovani all’insegna della stabilità del lavoro, del pieno rispetto del contratto nazionale e con il diritto da subito alla previdenza integrativa prevista dagli accordi aziendali e di gruppo”. L’accordo inoltre, “assumendo come prospettiva il lavoro stabile e tutelato per le nuove generazioni,  riafferma principi quali solidarietà, uguaglianza, superamento della precarietà, avendo costruito concretamente nel negoziato un vero e proprio piano giovani all’insegna dei diritti e tutele per le nuove generazioni. Nessuna deroga al contratto nazionale rende evidente che l’intesa raggiunta può lanciare un messaggio forte e positivo a tutto il sindacato, a dimostrazione che più si è uniti, più si è capaci di meglio tutelare il mondo del lavoro. L’Italia del lavoro – conclude Megale – è fatta di tanti accordi unitari, non prevalgono le intese separate, ma si possono e si debbono costruire  condizioni  capaci di offrire una prospettiva più avanzata al mondo del lavoro e alle nuove generazioni”.

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Unicredit: da 4.100 a 3.000 Esuberi nei Primi 3 Anni

“L’aver portato il numero degli esuberi in Unicredit da 4.100 nei tre anni a 3.000 è un primo importante risultato dell’incontro sul piano industriale”. A darne notizia è il segretario generale Agostino Megale, al termine dell’incontro tra sindacati e Unicredit sugli esuberi previsti dal progetto della Banca unica. “Nell’ambito del triennio 2011 e 2013 verranno coinvolti solo i lavoratori che hanno maturato o matureranno il diritto alla pensione”. È poi “necessario un progetto per favorire l’assunzione di giovani, nel rispetto del contratto nazionale di lavoro” e con politiche che garantiscano piu’ tutele e piu’ diritti alle nuove generazioni. La trattativa e’ stata aggiornata al 22 settembre.

Unicredit: Ipotesi 4.700 Esuberi

Unicredit conferma i 4.700 esuberi annunciati ai sindacati, definendo la proposta come  una “ipotesi di piano per rendere sostenibile la struttura dei costi”. L’attuazione del piano, si legge in una nota del Gruppo, dovrebbe avvenire nel prossimo triennio e l’apertura formale della trattavita avverrà a inizio a settembre.

“Gli esuberi Unicredit rischiano di rappresentare un fatto drammatico se non affrontati nell’ambito di un piano industriale che dia garanzie per l’occupazione” dichiara Agostino Megale – Segretario Generale della FISAC CGIL – che invita l’ad di Unicredit Alessandro Profumo a non seguire “‘i cattivi esempi’ come quelli di FIAT”, ma piuttosto “lavori per rafforzare le relazioni industriali”. I 4.100 esuberi annunciati per il triennio 2011-2013, che si sommano ai 600 già in corso in questo momento penalizzati dal blocco delle finestre pensionistiche frutto della manovra del governo, “rischiano di rappresentare un fatto drammatico soprattutto se non affrontati nell’ambito di un piano industriale da discutere”.

Dunque Megale chiede “garanzie per l’occupazione”, partendo dal fatto che si può anche “ragionare su eventuali uscite per coloro che hanno maturato il diritto alla pensione dando priorità a criteri di volontarietà, e soprattutto  concordando con noi del sindacato un piano per l’inserimento al lavoro dei giovani all’insegna del rispetto del contratto nazionale di lavoro e dei diritti”.

Nel ribadire la preoccupazione data dal momento difficile in cui ci troviamo “nel quale si affrontano temi così importanti come quelli del lavoro e dell’occupazione”, Agostino Megale conclude auspicando che l’azienda “sia capace di operare per rafforzare le relazioni industriali, negoziare e concordare il piano occupazionale derivante dalla fusione, salvaguardare i diritti degli anziani e dare una prospettiva alle nuove generazioni, all’insegna del rispetto del contratto nazionale di lavoro e di un politica capace di offrire diritti e tutele ai più deboli”.

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Agostino Megale Segretario Generale FISAC

Agostino Megale è il nuovo Segretario Generale della Fisac-CGIL. Il Direttivo Nazionale – riunito il 15 giugno 2010 a Roma – lo ha eletto con 88 voti a favore, 55 astenuti e 8 contrari (177 gli aventi diritto, 151 i presenti e votanti). Succede a Carlo Ghezzi, che ha guidato la Fisac negli ultimi due mesi. Agostino Megale è nato a Cittanova (RC) nel 1953. Ha ricoperto diversi incarichi all’interno della Federazione Italiana Lavoratori Tessile e Abbigliamento (FILTEA). Nel 1975 è componente della Segreteria di Milano e successivamente Segretario Generale del comprensorio di Legnano-Gallarate-Varese-Busto Arsizio. Nel 1983 entra nella Segreteria Nazionale fino a diventarne Segretario Generale nel 1991. Tra il 1991 ed il 1995 ha diretto la Commissione di settore sui Comitati Aziendali Europei (CAE) e nei cinque anni successivi ha assunto la presidenza della Commissione Contrattuale Tessile Europea. È stato, inoltre, vice-presidente del Sindacato Internazionale Tessili (ITLWG) dal 1995 al 2000. Nel luglio del 2000 diventa Presidente dell’IRES, l’Istituto di Ricerche Economiche e Sociali della CGIL. Eletto in Segreteria confederale il 16 Giugno 2008, è stato responsabile delle “Politiche macroeconomiche di bilancio dello Stato, dei bilanci locali, dei prezzi e delle tariffe” e si è occupato della “Responsabilità sociale d’impresa”.